Street art a Favara

Street art a Favara

© Ligama

Opere di street art in Sicilia

Opere di street art in Sicilia

© Ligama

Street art a cielo aperto

Street art a cielo aperto

© Ligama

LIGAMA: la street art siciliana che vorrei

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Per capire cosa significhi fare street art in Sicilia e come fruirla al meglio ci siamo affidati a uno dei suoi maggiori protagonisti. Ligama, classe 1986 è un’artista siciliano eclettico. “O almeno ci provo”, precisa “e più in generale amo l’arte nella sua pienezza e moltitudine e non amo etichette e categorie, nonostante comprendo siano necessarie per non perdersi nei troppi ‘ismi'”.

In realtà è tra gli street artist più quotati e apprezzati ed è riuscito a fare arte in una maniera particolare, creando opere in cui la pittura è basata sul luogo che ogni suono emette, ogni lunghezza d’onda appartiene a un valore cromatico. Con lui abbiamo parlato di street art siciliana, di sogni e progetti.

E sì, anche di quegli incontri fortuiti e meravigliosi, che puoi fare solo in Sicilia.

Ligama, qual è il luogo del cuore in Sicilia dove hai dipinto il tuo pezzo preferito?
Forse è Farm Cultural Park, a Favara in provincia di Agrigento. Perché ho avuto la sensazione (e mi è capitato poche volte nella vita) di trovarmi nel posto giusto, di non sentirmi “sbagliato”La Farm è un paradosso, per questo mi piace, perché è la perfetta sintesi di cose che mi fanno star bene: ti ritrovi in pieno centro storico, quindi hai quell’elevatissimo valore umano che solo nelle piccole comunità si percepisce (cosa che mi suscita felici ricordi legati alla mia infanzia vissuta tra le stradine del centro storico di Caltagirone) e allo stesso momento sei circondato dall’arte contemporanea con tutti i suoi lustrini e la sua capacità di farti sentire cosmopolita e al centro del mondo. Ti può capitare che la vecchietta dirimpettaia ti faccia assaggiare il sugo che ha preparato per pranzo, come farebbe la tua amata nonnina e due minuti dopo parlare con il ministro alla cultura di chissà quale nazione di chissà quale propositi o teorie. Parlare in stretto siciliano e in inglese nella stessa conversazione lo trovo davvero insolito e divertente. 

Il luogo siciliano dove vorresti dipingere? Mi piacerebbe dipingere a Gibellina o comunque nel territorio di Gibellina. Perché è un luogo dove c’è tutto: ci sono la storia, la tragedia, le ferite, la rinascita.Perché arte e paesaggio (che sono le mie attuali “ossessioni”) si legano perfettamente, più che in ogni altro posto, anzi, oserei dire che arte e paesaggio sono vicendevolmente indispensabili a Gibellina e questa è una cosa meravigliosa secondo me. Credo sia uno dei musei più grandi d’Italia, una cosa che non ha precedenti nell’arte. Penso che la Sicilia non si sia ancora accorta di quanta importanza è custodita in quei luoghi e quanta risonanza possa avere Gibellina nel mondo: un diamante ancora non del tutto lustrato.

Il tuo street artist siciliano preferito? (ride) Demetrio Di Grado.

Un giudizio sulla street art in Sicilia: a che punto siamo?
Penso che non si sta facendo nulla di nuovo rispetto al resto del mondo e rispetto alla rivoluzione che l’arte urbana ha già fatto, portando l’arte FUORI dai luoghi ordinari. Rendendola appunto straordinaria, per la grandezza delle opere e per il fatto di trovartele sotto il naso quando distrattamente vai a fare la spesa.


E il valore aggiunto della street art in Sicilia?
Il grande valore della street art in Sicilia secondo me sta nella relazione con il paesaggio, nel legame con il territorio e nei rapporti umani che crea. Si tratta di una delle poche operazioni culturali che sta realmente ricostituendo i tessuti connettivi. Secondo me il giusto ruolo dell’arte in Sicilia è proprio quello di occuparsi dei luoghi. Non si può prescindere da ciò che ti circonda e questo credo che gli artisti che vengono a lavorare qui lo percepiscono ancor di più. In Sicilia ancora persiste l’incanto nello sguardo delle persone, per questo motivo uno dei punti di forza dell’arte qui sta proprio nell’autenticità: perché ancora le città non sono proprio così città, perché un po’ si percepisce il fatto di essere “lontani”, perché la storia è ingombrante, le storie sono davvero tante, la popolazione non è indifferente e gli artisti non possono fare a meno di essere influenzati da tutto ciò. E realizzare opere più autentiche del solito.

Tuoi progetti futuri?
Ho un po’ di progetti da incastrare in un futuro prossimo tra Roma e Milano. E poi c’è il mio progetto Uncommissioned Landscape Manipulation (nda. l’artista  ha dipinto i suoni dei luoghi su ruderi della campagna siciliana, attraverso un algoritmo inventatoda un ingegnere che traduce i suoni in colori): andrà avanti e continuerà a cambiare l’aspetto atavico del paesaggio siciliano…almeno finché avrò benzina e colori!