© Nuccio Costa

Badia Lost&Found: un collettivo per la valorizzazione del patrimonio di Lentini

Siamo lieti di annunciare una nuova collaborazione con la sezione locale di Italia Nostra e con il collettivo “Badia Lost &Found” di Lentini che, dal 2016, si occupano di promozione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico culturale della città.

In questi primi tre anni di attività sono stati realizzati progetti di rigenerazione urbana, contest rivolti ad artisti, architetti e creativi in generale, e altre attività di recupero del quartiere della “Badia” a partire dalla riattivazione di Palazzo Beneventano.

Grazie alla collaborazione tra l’amministrazione comunale, la sezione locale di Italia Nostra e un gruppo di giovani del territorio, il palazzo nobiliare è stato progressivamente e parzialmente restituito alla comunità. L’obiettivo è continuare l’operazione di recupero, lavorando sulla dimensione culturale e creativa anche al di fuori dell’immobile per realizzare un parco artistico urbano.

Abbiamo incontrato Giorgio Franco, operatore culturale, travel blogger e digital heritage curator e consulente per le attività e la comunicazione digitale del patrimonio culturale. Nonostante la sua giovanissima età, classe 1991, Giorgio Franco conduce già da anni studi sul patrimonio storico-artistico e demo-etnoantropologico della Sicilia e dell’Italia meridionale, pianificando itinerari turistico-didattici e percorsi multimediali. È presidente Italia Nostra della sezione di Lentini, di cui coordina i progetti e le attività.

Parlaci di te e del tuo rapporto con la città di Lentini.
Ricordo la mia recente adolescenza, la ricorderò per sempre, basata sul dialogo coi miei nonni e fondata sui piovosi pomeriggi autunnali, le fresche passeggiate archeologiche, le stesse che mi hanno condotto con un’inesauribile curiosità a scoprire un micro e macro unicum paesaggistico ed architettonico, in lungo e in largo, per il sudest siciliano a partire dalla mia città: Lentini. Da quegli anni, si sono avvicendate tantissime esperienze sociali e di formazione nel settore dei beni e del patrimonio culturale: scavi archeologici con l’Università di Catania, fiere del turismo, consulte giovanili, corsi, convegni ed associazioni di valorizzazione. Tanta strada sento di aver percorso, che prescinde naturalmente dal dato anagrafico, e tanta altra ancora dev’essere percorsa, tant’è che una vita non basterebbe se proporzionata ai bisogni culturali della nostra, seppur ineffabile, bellissima isola.
Il mio attuale impegno, in attesa di garanzie, è una delle esperienze più significative maturate sul territorio che sentiamo di nostra appartenenza: una vocazione che oggi sento di poter individuare nella rubrica “Valorizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale”.

“Badia Lost & Found” è un progetto nato nel 2017 con l’intento di recuperare il quartiere da cui prende il nome. Un quartiere “perso e ritrovato”. Raccontaci com’è avvenuto questo processo di riscoperta e rinascita del quartiere. Quali sono stati i progetti che avete realizzato? Come ha risposto la comunità alle vostre iniziative?
In questi 44 mesi i soci della sezione locale di Italia Nostra e il collettivo di professionisti “Badia Lost & Found” hanno ritenuto imprescindibile la tutela del patrimonio culturale e la coesione con i cittadini e la comunità di riferimento, attraverso la mediazione culturale e sociale tra il patrimonio e le persone stesse: tutto ciò nel pieno spirito della Convenzione di Faro (Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società).
L’inizio di tutto è scaturito dall’esigenza di vivere uno spazio di riferimento inesistente e da ideare-realizzare, di unire singole esperienze e intelligenze locali in un gruppo informale di giovani studenti e professionisti, motivati dagli stessi obiettivi. Una squadra eterogenea e interclassista che da una piccola scommessa, contestualizzata su un bene inutilizzato – ovvero Palazzo Beneventano – si mettesse in discussione per una crescita personale e di comunità. In particolar modo, dal 2017, abbiamo esteso la partecipazione a tutti gli abitanti del quartiere “Badia” di Lentini, incontrandoli, facendo con e per loro delle riunioni, da lì l’idea di sviluppare un progetto d’innovazione sociale e di rigenerazione attraverso anche l’Arte Contemporanea: è stato come riversare per le strade tutto il lavoro che era stato svolto da 365 giorni, trasformando un quartiere dimenticato da “cattedrale nel deserto” a un parco d’arte contemporanea con un polo culturale che è anche una sorta di “quartier generale”; da allora abbiamo raggiunto importanti traguardi e collezionato tantissime emozioni che difficilmente dimenticheremo: nel 2018 siamo stati selezionati alla finalissima del Bando “Culturability”, tra i migliori 15 progetti d’Italia su 351 partecipanti; nel 2018 ci siamo classificati 40° su 300 partecipanti al Bando “Creative Living Lab” del MiBAC; anche quest’anno il nostro caso di Gestione del Patrimonio e di coesione sociale è seguito dallo stesso MiBAC e dalla Fondazione Fitzcarraldo, lo scorso luglio 2019 abbiamo presentato una articolata proposta di Partenariato Speciale Pubblico Privato, dalla quale ancora attendiamo risposta/conferma.
Oggi stiamo scrivendo un futuro diverso, una concreta speranza di cooperazione e dialogo con i cittadini, su cui poter contare il loro sostegno e viceversa, a loro dare modo di poter contare sulla nostra caparbietà.

Lo scorso 3 novembre, hai organizzato e presentato insieme ad Alessandro Cecchi Paone, “Monuments men”, un “incontro/confronto”, tenutosi presso Palazzo Beneventano, cui abbiamo partecipato anche noi di Citymap e tantissime altre realtà nazionali e siciliane che si occupano di gestione, valorizzazione e promozione dei beni culturali del nostro Paese. Spiegaci questo progetto: presupposti e finalità. Ci saranno altre edizioni?
Se chiedessimo ai cittadini lentinesi oggi qual è il luogo della cultura di richiamo per ospitare eventi e momenti di aggregazione, certamente, la maggior parte risponderebbe Palazzo Beneventano. Perché siamo riusciti in questi 44 mesi a creare un riferimento territoriale più prossimo ai cittadini che lo amano e difendono. Eppure prima del 3 novembre non tutti i cittadini conoscevano l’entità di tale impegno, dedicato a tutti coloro che abbiamo battezzato “monuments men”, o “monuments people” per decantare su una chiave universale e non sessista.
“Monuments Men” è stata una conferenza di divulgazione dei risultati fin oggi raggiunti, non solo il lavoro svolto nei “primi” 44 mesi di Palazzo Beneventano, ma anche una conferenza dove poter presentare una rete virtuosa fra realtà gemelle nel settore della valorizzazione e della promozione del Patrimonio Culturale. Hanno parlato per noi i fatti: 30.000 visite, 800 laboratori didattici, 150 conferenze/seminari, 2 progetti di recupero/valorizzazione del bene in oggetto, 8 tesi di laurea sul modello di gestione dell’immobile.
Alessandro Cecchi Paone ha presenziato in qualità di ambasciatore di tale progetto, ha sposato la nostra causa e beneficeremo di un brand e di un piano economico di promozione turistica.
È evidente che diventa opportuno rilanciare nuove edizioni, facendo della dimora storica luogo di confronto fra le eccellenze della Cultura, dell’Arte e del Turismo.

Come darete seguito a quanto fatto il 3 novembre?
Continueremo a impegnarci per trasformare il Patrimonio inespresso in Valore inestimabile, allo stesso tempo chiederemo agli enti preposti le garanzie per porre al sicuro il lavoro svolto fino ad oggi.
Diventa importante per tutto il territorio e l’hinterland coinvolgere i soggetti che hanno preso parte alla recente conferenza di Palazzo Beneventano: la cultura, come la intendiamo fare, crea opportunità, sviluppo e benessere. La nostra scommessa è di mettere il patrimonio dei luoghi al centro di questa visione, “lost & found” – perso e ritrovato – un recupero attraverso analisi mirate e politiche d’intervento orizzontali.

A cosa stai lavorando, adesso?
Adesso abbiamo testa e cuore alla costituzione di un comitato civico, già informalmente attivo; è una bellissima annata in termini di progetti di collaborazione con le scuole del territorio, pertanto, continueremo a seminare per un futuro migliore. Domenica 8 dicembre per tutta la giornata per le vie del quartiere lanceremo un primo mercatino dedicato all’eco sostenibilità e ai prodotti biologici.

Quali obiettivi avete, a medio e lungo termine, come Italia Nostra sezione di Lentini e come “Badia Lost & Found”?
Pensiamo in grande per fare miracoli, sicuramente continueremo con il fare rete con le realtà virtuose dell’isola e d’Italia: pianificheremo nuovi eventi per favorire la promozione turistica del territorio, a partire dalla nostra realtà; sosterremo la progettazione strategica in ambito culturale e di sviluppo locale per promuovere identità e ruolo dei territori, anche periferici, nello sviluppo economico e sociale.