La mappa dei birrifici artigianali siciliani/2

Un buon boccale di birra? Meglio se "local": visita la mappa dei birrifici artigianali locali di scena al Beer Catania!

Vi abbiamo già presentato QUI i primi cinque birrifici artigianali presenti anche al Beer Catania, di cui siamo media partner. Per completare il nostro viaggio alla scoperta dei birrifici “locals”, ecco le storie di altri appassionati mastri birrai siciliani che hanno fatto della propria passione una vera e propria professione.

La Compagnia del Fermento –  Mascalucia (Ct)

Janca, Mascarata, Sperta, Giniusa sono alcuni dei nomi delle birre prodotte dai due amici e birrai. La produzione spazia dalla birra da aperitivo, molto beverina e ideale primi leggeri o piatti a base di pesce alle red ale che nascono dalla sapiente miscela di quattro tipologie di malto d’orzo per una birra con un piacevole aroma di caramello  fino alla birra chiara frutto di un processo di estrazione del luppolo a freddo, all’interno del fermentatore, chiamato dry-hopping.

Fratelli Birrafondai – Misterbianco (Ct)

Il birrificio nasce nel 2012 dalla volontà di Rosario e Santa Di Caro di creare una realtà che inglobasse i sapori e gli aromi della Sicilia: la terra, il sole, l’arancia, la zagara, come memoria dell’infanzia. Assieme al ricordo dei campi di frumento e di cereali della Piana di Catania sono stati alla base della produzione di queste birre.

Toccare, odorare e miscelare i ricordi in un progetto inebriante e vulcanico, l’obiettivo di una realtà local, ma con la ferma volontà di crescere e diffondersi.

Dea Mater (Beerfirm, produzione senza impianto) Palazzolo Acreide

Birra Dea Mater è una birra artigianale prodotta a Palazzolo Acreide da Paolo Carpino e Massimo Puglisi. E’ una birra cruda, ad alta fermentazione non pastorizzata e non filtrata. La produzione non ha ad oggi impianto e l’obiettivo è produrre birra artigianale con aromi veri e decisi, impossibili da ritrovare nelle birre di produzione industriale.

2be or not 2be Palermo

Aprire un birrificio tutto proprio a Palermo, è l’obiettivo di Michele Cartaino di “2 Be or not 2 Be”. La produzione senza impianto è il primo passo verso la concretizzazione di un sogno che mira a creare birre particolari. Come la birra “Su X Giù”, dedicata al figlio Giuseppe di 13 anni: un’ imperial pils in cui il processo di “luppolatura in continuo” comporta un’esplosione costante di gusto che dall’amaro conduce verso l’aroma. Oppure la “Ninì Tirabusciò”, dedicata alla figlia Nina di 11 anni, un’imperial russian stout scura preparata per poi essere invecchiata sei mesi in botti di rovere e imbottigliata con tappo di sughero.

Yblon – Ragusa

Il birrificio più a sud d’Italia, assicura Yblon. Che ha sede nella zona industriale di Ragusa e, tra le altre birre, produce un’Ultra Fine Golden Ale denominata B-Zona, che richiama un noto film degli anni 80 e un’India Pale Ale denominata Hoppà. Il birrificio è nato dal progetto di Marco Gianino e di altri partner e mira a incrementare sempre più al propria linea produttiva.

24 Baroni – Nicosia (En)

Il Birrificio sorge a Nicosia nel cuore della Sicilia tra i boschi delle Madonie e dei Nebrodi. Seguendo i metodi tradizionali dell’alta fermentazione e della rifermentazione in bottiglia ed è prodotta utilizzando solo cereali con malto, luppolo pregiato e lieviti selezionati. Tutte le birre sono non pastorizzate, non filtrate e rifermentate in bottiglia, senza conservanti e stabilizzanti chimici ma solo ingredienti naturali. Dopo la prima fermentazione a lenta maturazione che avviene in botti d’ acciaio a temperatura controllata, la birra viene imbottigliata dove avviene la seconda fermentazione per la presa di spuma, donando
aromi e sapori in continua evoluzione.

Le immagini per i birrifici sono state selezionate dalla pagina Facebook di Beer Catania e dai siti dei birrifici locali.