Phreatomagmatic: esplosioni che si originano dall’interazione tra magma e acqua.

Phreatomagmatic: esplosioni che si originano dall’interazione tra magma e acqua.

© Giò Giusa

Etna da scoprire

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L’Etna è una riserva immensa di angoli e oasi nascoste da visitare almeno una volta nella vita. Luoghi ricchi di fascino che incantano escursionisti e fotografi. Lo sa bene Giò Giusa che, con la sua inseparabile macchina fotografica, ci ha portati in cinque luoghi imperdibili che ti faranno innamorare dell’Etna. Pronto a partire all’avventura?

CRATERE CENTRALE


Uno sguardo dall’orlo del Cratere Voragine (ancora chiamato da tanti “Cratere Centrale”), uno dei Crateri Sommitali dell’Etna. In realtà, il Cratere Centrale di per se non esiste più, dopo essersi progressivamente riempito dei suoi prodotti (attività intracraterica) durante la prima metà del secolo scorso, quella visibile adesso è la Voragine formatasi ad Ottobre del 1945. Frontalmente all’interno della parete Sud Orientale di questo Cratere è possibile scorgere un “pennacchio”, altro non è che un Pit Crater – o generalmente chiamato Cratere a pozzo o di sprofondamento – formatosi a causa di un rapido collasso del terreno il 7 Agosto 2016 (fenomeno avvenuto probabilmente in seguito al riassorbimento del magma sottostante che ne era il supporto).

MONTI SARTORIUS


Una delle mete più affascinanti e relativamente facili da poter visitare sull’Etna, i Monti Sartorius. Si tratta di antichi crateri formatisi durante l’eruzione del 1865 alla base di Monte Frumento delle Concazze a circa 1650 m. s.l.m. Devono il loro nome allo scienziato Sartorius Von Waltershausen, che fu tra i primi a cercare di catalogare le principali eruzioni dell’Etna. Si trovano in località Citelli in quello che viene definito “Il Regno delle Betulle”.

GROTTA DEL GELO


La meraviglia nascosta della Sicilia. Ecco la magica grotta ghiacciata del Mediterraneo in cui è inverno anche quando è estate. Ecco la Grotta del Gelo, così chiamata per la presenza perenne di ghiaccio che da oltre trecento anni si accumula al suo interno. Con i suoi stalattiti e stalagmiti incastonati nell’azzurro, questa atipica grotta in un angolo nascosto del Parco dell’Etna è considerata il ghiacciaio “più meridionale” d’Europa con una temperatura media (fondo grotta) che si aggira intorno a -0,6°. Collocata a 2.030 metri di quota, sulle pendici del vulcano, la Grotta del Gelo si trova nella Sciara del Follone, un accumulo di detriti vulcanici prodotti dalle eruzioni che per dieci anni (dal 1614 al 1624) interessarono il versane settentrionale dell’Etna.

MONTE DEI MORTI


L’agghiacciante e inquietante nome rende al meglio l’idea di ciò che si mostra alla vista degli escursionisti. Forme contorte, curve, simili a corpi agonizzanti si muovono come a voler scampare ad un destino ineluttabile. Quelli che al primo impatto possono sembrare cadaveri altro non sono che accumuli di colate laviche di tipo Pahoehoe (ossia “pietre su cui si può camminare”) che si sono riversate nell’area chiamata “Sciara del Follone” a seguito dell’eruzione dell’Etna del 1614-1624, la più lunga tra le eruzioni storiche del vulcano che interessò tutto il versante settentrionale. Sicuramente si tratta di una delle mete più interessanti e ambite per gli escursionisti, le straordinarie sculture laviche hanno un fascino a dir poco unico.

GROTTA DI SERRACOZZO

Dopo la Grotta del Gelo, la Grotta di Serracozzo è la grotta più visitata dell’Etna per la sua particolare struttura e per gli effetti prodotti al suo interno dai fasci di luce che la illuminano dall’alto. Si trova sul versante Est dell’Etna in località Citelli ad una quota di circa 1900 m s.l.m.

ABOUT GIÒ GIUSA

“La fotografia è il mezzo con cui condivido la mia passione con gli altri”. Giovanni Giusa (noto come Giò) è un fotografo amatoriale, nonché grande appassionato di Etna ed Escursionismo. Nasce a Catania il 26 novembre del 1974. Le sue foto, attraverso i social, hanno fatto il giro del mondo ottenendo anche delle pubblicazioni su diversi siti di Vulcanologia, su quotidiani e su vari giornali online, esponendo le sue immagini anche in alcune mostre. Anche se ama la paesaggistica in generale il suo soggetto preferito è l’Etna, la “sua” Etna come la definisce lui, per cui nutre una profonda passione e un amore che potremmo definire “morboso”. Ciò lo ha portato a spingersi negli anni sempre oltre, dalle quote medio basse fin dove oltre è impossibile, i Crateri Sommitali ad oltre 3000 metri. Quando non è con la sua famiglia possiamo incontrarlo sul Mongibello, che Giò considera la sua seconda casa, dove si reca anche diverse volte a settimana non solo per fotografarne ogni particolare andando sempre alla ricerca di luoghi strategici, anche in orari notturni, ma anche per assaporare quel senso di libertà che solo la montagna con i suoi profumi e silenzi può dare. Il risultato del connubio tra queste due passioni è la gratifica ottenuta dai suoi followers, soprattutto quelli che vivono all’estero e che tramite le sue fotografie si sentono in patria.

“Poter mostrare attraverso i miei scatti la nostra terra e in particolare l’Etna a chi per svariati motivi non ne ha la possibilità, è ciò che mi gratifica e che mi spinge a continuare”.