Opera dedicata a Carmelina Naselli

Letterata e Bibliotecaria

Tecnica mista su cartone – dimensioni 40×60 cm

Opera di FRANCESCA FRANCO

Gela – 1975
Scultrice, decoratrice, pittrice e scenografa
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Catania nel 2001, comincia a lavorare, sperimentando i diversi materiali da applicare nell’ambito dell’arredamento scenografico, realizza così diverse installazioni luminose per attività commerciali e abitazioni private. Forgia sculture funzionali con materiali edili, decorazioni con malte e collanti; dipinti e progettazioni di elementi di arredo, collabora con architetti e professionisti del settore. Ha lavorato come scenografa anche per set fotografici suggestivi ed onirici. Alla ricerca costante di materiali nuovi da trasformare, come un’alchimista usa legni ritorti e pietre da scolpire, carta collanti, foglia oro, tessuti lavorati e retroilluminati. Visioni e ambienti da trasformare convivono e si alternano nel gioco infinito delle mutazioni, con lo scopo di “distrarre” dal consueto il passante o semplicemente di rendere un ambiente più piacevole e fruibile.

Carmelina Naselli (1894-1971)

Carmelina Naselli nasce a Catania il 4 novembre 1894, dove muore il 13 novembre 1971. Dedica la sua vita con passione agli studi sulle tradizioni popolari, considerando il popolo, allo stesso tempo, depositario e ispiratore di contenuti spirituali, mitologici, storici. La passione per lo studio, la sua viva intelligenza e la voglia di diffondere il sapere le hanno consentito di lasciare, attraverso le sue ricerche scientifiche, un’importante eredità culturale di conoscenza sui costumi e le tradizioni della città di Catania.

Rimasta nubile ed animata da profonda fede religiosa, nel 1944 prende i voti di terziaria dominicana, divenendo poi priora provinciale del “Terz’ordine domenicano femminile”. Carmelina Naselli si laurea in Lettere con lode e pubblicazione della tesi nel 1919, avendo poi l’opportunità di perfezionare i suoi studi presso la prestigiosa “Scuola di Studi Superiori in Letteratura Italiana” di Firenze. Qui ha occasione di conoscere illustri studiosi, tra cui il filologo e critico letterario Luigi Sorrento, che le consente di avvicinarsi agli studi folkloristici e dunque al tema delle tradizioni popolari, che diventa ben presto il tema dominante dei suoi lavori scientifici.

Tornata a Catania, in un ambiente molto vivace in cui scrittori e intellettuali partecipavano attivamente al dibattito culturale, letterario e politico, si interessa in particolare alle manifestazioni civili, religiose e politiche locali e diviene promotrice di manifestazioni culturali, come mostre e convegni.

Nel 1935, la Mostra interprovinciale di arti popolari siciliane, da lei curata e organizzata in 13 padiglioni espositivi, diviene presto nota a livello nazionale anche grazie ad alcune sue pubblicazioni. Nel 1936, grazie alla sua considerevole produzione scientifica, ottiene la libera docenza in Letteratura. Poi nel 1940 riceve un incarico di insegnamento di Storia della letteratura italiana presso l’Università di Catania, mantenuto fino al 1949. Conseguito l’ordinariato, evento straordinario nel contesto nazionale dell’epoca, tendenzialmente misogino e conservatore, dal 1949 regge la cattedra di Storia delle tradizioni popolari, una delle prime tre cattedre istituite in Italia per questa disciplina. Durante la sua carriera presso l’ateneo catanese tiene diversi corsi tra cui Storia della Letteratura Italiana, Filologia romanza, Letteratura delle tradizioni popolari, Lingua e Letteratura Italiana. Le sue numerose pubblicazioni, pur spaziando in diverse discipline umanistiche, sono accomunate dall’interesse verso la ricerca in ambito storico-filologico sul folklore e le tradizioni popolari.

Partecipa attivamente alla vita culturale della sua città, collaborando con giornali e riviste e presiedendo comitati cittadini e associazioni culturali. È stata membro della Società di Storia patria e per due volte direttore responsabile dell’Archivio storico per la storia della Sicilia orientale (anni 1939-44 e 1952-63). Ha animato anche gli incontri per la Società Dante Alighieri, è stata membro della FILDIS (Federazione italiana laureate e diplomate istituti superiori) e direttrice della sezione locale della FIDAPA (Federazione italiana donne arti professioni affari), e dal 1954 direttrice della rivista l’«Archivio storico per la Sicilia orientale».
Andata in pensione nel 1965, continua a partecipare a convegni e manifestazioni organizzati dall’ateneo catanese negli anni successivi. In sua memoria, il comune di Catania le ha intitolato una via nella zona di San Giovanni Galermo. La professoressa Carmelina Naselli continua ad essere presente tutt’oggi tra le pareti dell’Università di Catania, attraverso i suoi scritti conservati nella biblioteca, che raccontano, ritraggono e spiegano tutte quelle tradizioni locali a cui la studiosa si è dedicata con passione nel corso della sua carriera.

 

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