Opera dedicata a Clelia Adele Gloria

Artista, giornalista e fotografa

Tecnica illustrazione digitale – dimensioni 40×60 cm

Opera di MONICA MONTESANO

Catania – 1998
Illustratrice
Studentessa di Design e Arti Visive presso l’Accademia Abadir di Sant’Agata Li Battiati (CT), si firma come EMME nelle sue illustrazioni digitali, luogo in cui trova la miglior chiave d’espressione, insieme alla progettazione grafica.

Clelia Adele Gloria (1910-1984)

Clelia Adele Gloria è nata a Catania nel 1910. È stata l’unica donna futurista dell’isola. In particolare, si è distinta nel campo dell’aeropittura e dell’avanguardia nei primi anni Trenta a Catania e viene ricordata non solo come pittrice, ma anche come poetessa, fotografa, scultrice e giornalista, alla ricerca di quell’immagine di artista totale che le avanguardie perseguono.

A Catania viene in contatto con alcuni dei principali esponenti del Futurismo siciliano, diventando anche lei un’esponente del movimento. Dalla sua testimonianza raccolta da Claudia Salaris, apprendiamo “che era un’adolescente ribelle e desiderosa d’emanciparsi”. Dopo l’ennesima lite in famiglia, decide di inviare una poesia a Marinetti. La busta, spedita a Roma senza indirizzo, giunse a destinazione e la poesia fu stampata sulla rivista ufficiale del movimento: «Futurismo».

Fu lo stesso Marinetti che, trovandosi a Catania per una conferenza, si recò a casa della giovanissima adepta per conoscerla e invitarla ad assistere alla manifestazione dove ne esamina la produzione. Viene descritta come una donna irrequieta che riesce ad infrangere tanti tabù delle ragazze siciliane, che al massimo possono dipingere scene floreali ricamandole al telaio o possono dedicarsi all’immancabile studio del pianoforte. Espone quattro dipinti (Spasimo o Tormento di seminarista, Carcere, Città addormentata, Emozioni di velocità) alla Mostra futurista allestita nel Palazzo Ducale di Mantova nel ‘33 e il dipinto Carcere a Milano nella mostra Omaggio futurista a Umberto Boccioni. Il suo olio più noto, Zanzur dall’alto, del 1935 circa, esposto alla II Quadriennale e nella I Mostra femminile d’arte del GUF di Catania del 1939, la fa collocare da Marinetti nel filone lirico-spaziale dell’aeropittura, per l’esperienza personale del volo da parte della “geniale pittrice”.

Nel ’33 Adele espone a Roma nella I Mostra Nazionale d’Arte Futurista, Ammaliatore, Idillio, Ritmo + Balbo = Velocità, Tennis; dal ’34 al ’39 espone i suoi lavori nelle Mostre del Sindacato Siciliano Belle Arti.

 

> SCOPRI TUTTE LE OPERE DI SALA DELLE DONNE <