Opera dedicata a Goliarda Sapienza

Attrice e scrittrice

Tecnica acrilico su tela – dimensioni 50×60 cm

Opera di Alice Valenti

Catania – 1975
Pittrice e artigiana figurativa popolare
Pittrice, artigiana ricercatrice della tradizione figurativa ed iconografica popolare siciliana. Laureata a Pisa in Conservazione dei Beni Culturali, compie il suo apprendistato pittorico nella bottega di carretti Siciliani del Maestro Domenico Di Mauro, ad Aci Sant’Antonio. Tra le pochissime donne ed ereditare questa antica e complessa arte decorativa, approfondisce negli anni i molteplici aspetti dell’arte popolare, per approdare ad una personale ed ironica interpretazione del folklore e dei temi tradizionali siciliani. Ha al suo attivo numerose collaborazioni nel campo dell’arredamento, della moda e del design, tra cui la realizzazione dei Frigoriferi d’Arte Smeg – D&G. Per tre anni consecutivi è autrice dell’etichetta Averna Magnum Limited Edition. Vive e lavora in una casa-laboratorio nel centro di Catania.

Goliarda Sapienza (1924-1996)

Goliarda Sapienza è una tra le scrittrici più importanti e trasgressive dello scorso secolo. Nata a Catania il 10 maggio 1924 dall’avvocato socialista Peppino Sapienza e dalla sindacalista Maria Giudice, muore a Gaeta il 30 agosto del 1996. Cresciuta in un clima familiare di libertà da vincoli sociali, lontana da influenze fasciste, esprime il suo talento multiforme, emerso già in fase adolescenziale, dapprima nell’attività teatrale e cinematografica e poi, in età adulta, nella letteratura.

Nel 1943 si trasferisce con la madre a Roma, dove frequenta l’Accademia d’Arte drammatica. Pur non apprezzando la falsità che caratterizzava il mondo degli attori, Goliarda amava recitare perché ciò le consentiva di esprimere pienamente le contraddizioni della sua personalità. Lasciata l’Accademia senza conseguire il diploma, fonda nel 1945 una compagnia di avanguardia insieme ad altri ex studenti contestatari come lei del sistema, per poi approdare al piccolo Teatro dell’Arte. Lavorando a documentare sceneggiature, si avvicina alla scrittura.

Prima di diventare scrittrice, Goliarda frequenta ambienti esclusivi, lavora con registi illustri e prende parte attivamente alla corrente del neorealismo italiano. Riconosce le contraddizioni del mondo artistico che frequenta e riesce a costruirsi una personalità propria che esprime nelle sue opere letterarie. Tuttavia il suo animo caratterizzato da travagli emotivi, la porta a tentare per ben due volte il suicidio (1962 e 1964). Il bisogno di esprimere se stessa attraverso la scrittura emerge per Goliarda in seguito all’evento tragico della morte della madre, avvenuta nel 1953.

Quando, lasciata la carriera di attrice, comincia a scrivere, Goliarda utilizza la scrittura come valvola di sfogo per superare momenti difficili e dolorosi come la morte della madre e la depressione. Negli anni Cinquanta Goliarda esordisce nell’attività letteraria scrivendo poesie in cui rievoca le figure genitoriali e i vissuti familiari dell’infanzia, e racconti autobiografici nel tentativo del recuperare dei ricordi a scopo terapeutico, a seguito del suicidio mancato.

Il periodo che va dal 1969 al 1976 è dedicato alla stesura del suo grande romanzo, “L’arte della gioia”. Dopo numerosi rifiuti per la pubblicazione dell’opera, la notorietà di Goliarda Sapienza si diffonde in Italia dieci anni dopo. L’opera diventa un caso letterario in Francia, dove viene pubblicata la prima l’edizione integrale tradotta (L’Art de la joie, 2005); in Germania (In den Himmel stürzen, 2006), in Spagna (L’art de viure 2007, El arte del placer, 2007), fino ad arrivare all’edizione italiana di Einaudi nel 2008. Spirito libero, sincera e priva di vincoli sociali, scrittrice scomoda e pertanto rimasta nell’ombra della cultura ufficiale del suo tempo, Goliarda Sapienza ha saputo rappresentare se stessa e la società a lei contemporanea, dando spazio all’emotività nel trattare argomenti delicati come la libertà sessuale, la politica, la famiglia.

La scrittrice, che rappresenta una delle personalità più note della vita culturale della città, ha inoltre sovente richiamato nelle sue opere la sua città natale, Catania. Dal 2015, il comune di Catania le ha dedicato una piazza nel quartiere di San Berillo.

 

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