Opera dedicata a Andreana Sardo
Eroina del Risorgimento
Tecnica acquerello su carta – dimensioni 40×60 cm
Opera di Lucia Scuderi
Catania – 1962
Pittrice, autrice e illustratrice
Vive e lavora a Catania. È scrittrice e illustratrice di libri per bambini e ragazzi. Ha pubblicato con le più importanti case editrici italiane e alcuni suoi titoli sono stati tradotti e pubblicati anche all’estero. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il premio Andersen 2013, come migliore Illustratrice.
Andreana Sardo (secolo XIX)
Andreana Sardo è una donna catanese che, per il suo coraggio ed il suo impegno patriottico, può essere considerata un’eroina del risorgimento. Nipote di Giovanni Sardo, docente universitario e illustre intellettuale poi nominato bibliotecario generale, cresce in un contesto di grande vivacità culturale animato da idee liberali.
Il 6 aprile del 1849, infatti, la reazione borbonica a seguito della partecipazione della città di Catania ai moti democratici dell’anno precedente era stata violenta, con uccisioni, saccheggi e devastazione di splendidi edifici della centrale via Etnea dati alle fiamme.
In quel giorno, però, Andreana riuscì a salvare il palazzo dell’università di Catania, e con esso i libri e il materiale scientifico e didattico che si trovavano dentro la sede del Siculorum Gymnasium, il più antico ateneo della Sicilia e una delle sedi universitarie più prestigiose di quel tempo.
In mezzo a cadaveri e macerie, Andreana riuscì a raggiungere il generale Nunziante, capo delle truppe borboniche, lo convinse a risparmiare il Palazzo dell’Università e si precipitò a spegnere le fiamme che già avevano raggiunto l’edificio, insieme ad un gruppo di soldati, salvando da distruzione certa le due grandi Biblioteche, la Ventimiliana e l’Universitaria, i laboratori di fisica, anatomia, storia naturale, e l’Osservatorio meteorologico.
In questo suo coinvolgimento per la difesa del palazzo dell’università vi era la consapevolezza di salvare non soltanto un luogo dal grande valore storico ed artistico, ma anche il cuore del liberalismo catanese. Infatti, in quegli anni, il Siculorum Gymnasium era un centro di dibattito culturale ed elaborazione attiva del pensiero liberale, all’interno del quale professori, studenti e comitati cittadini organizzano insieme la resistenza contro i Borboni, stampando proclami e componimenti poetici miranti a diffondere le idee di libertà.
A seguito del suo gesto eroico, dal quale riportò danni fisici legati principalmente alle inalazioni di fumo, le fu consentito di abitare nei mezzanini dell’angolo nord-ovest e di custodire le chiavi della biblioteca che, grazie al suo coraggio, era stata risparmiata dalla distruzione. Sebbene il suo nome non sia presente sui libri di storia e le sue gesta siano ricordate soltanto in una lapide affissa al Palazzo dell’Università, che ne evidenzia il “virtù di zelo e il virile coraggio”, Andreana è stata la salvatrice e la custode di un patrimonio inestimabile che è arrivato integro ai nostri giorni proprio per merito della sua audacia e del suo coraggio.
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